Info su di me


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ma poi neanche più di tanto, in breve 😄!

Mi chiamo Francesco Bianchi e vivo, ormai da quasi venti anni, in Germania. Esattamente, attualmente, abito ad Emmendingen, una bella e vivibile cittadina nei pressi di Freiburg, nel sud/ovest della Germania a pochi Km da uno dei lati di accesso della Foresta Nera (Schwarzwald). Ne avrete sicuramente già sentito parlare, se non tanto per la serie televisivaLa Clinica della Foresta Nera “.

Originariamente provengo dalla Toscana dove prima ho sempre vissuto: Pescia (PT), dove ho passato la mia adolescenza -con i suoi studi e i tanti problemi vari che ogni normale adolescente (e genitore 😴 ) conosce- e all’Isola d’Elba, meravigliosa isola nell’Arcipelago Toscano, soprattutto fuori stagione estiva (almeno per quanto mi riguarda non sopportando le luuuunghe code e file -per giungere alle spiagge, alle città ed ha tutti i luoghi importanti dell’isola- e infastidendomi tremendamente per l’odore delle creme solari che abbondano tra i turisti in spiaggia – purtroppo anche con mille aromi differenti!!!). dove ho vissuto e lavorato fin da 🙄 . . . bambino 😋. Avevamo un Hotel che dava su una delle più belle baie e spiagge dell’Elba, a Procchio, quindi … c’ero “de’ casa”.

Su quella bella isola insomma, sono stato svezzato e sono cresciuto (salvo quei saltellini che ogni tanto, senza risultato, in altri settori tentavo). Qui, dicevo, ho vissuto e lavorato fino al giorno in cui mi decidetti (insieme alla mia futura moglie, per la mia famiglia che stavo mettendo sù e per mia figlia da poco nata che non volevo crescesse, come me, in quell’ambiente nell’Hotel e farla crescere e sviluppare in quell’ambiente e trovare un altro lavoro in Italia iniziava ad essere sempre più problematico -questo anche grazie al caro Berlusconi ed hai suoi docili seguaci, tutti quei devoti credenti che allora aveva e che ora, se si va a vedere, sono tutti degli Apostati 😂🙃😈 – e la scuola e tutto il mondo educativo, sociale e sanitario italiano mi stavano, da sempre, troppo strette), di trasferirci definitivamente verso terra straniera.

Sia quando ero in Italia -e sto alludendo già a quel periodo in cui avevo ancora appena tra i 12 / 14 anni di età- sia quassù in Germania, ho sempre cercato di orientarmi verso altri, parecchi e differenti campi (rispetto a quello, di tipo familiare, che avevo sempre fatto e conosciuto: la sempre odiata/amata GASTRONOMIA ed i suoi orari da “Esiste-Soltanto-Lei“). Infatti, per sfuggire ad essa, in questa mia vita mi sono occupato di un po’ di tutto dal punto di vista lavorativo. Ad esempio se andiamo a parlare dell’acquisto e vendita/rivendita di prodotti, mi sono occupato: di aspirapolveri, di vini, di enciclopedie, di prodotti caserecci italiani (formaggi, pasta, insaccati e olio DOP), di caffè, di prodotti artigianali (in legno, pietra, lana o dipinte su tela o carta), di oggetti per le pizzerie, ristoranti e le loro cucine (frigoriferi, frizer e celle frigo, forni elettrici, griglie, vetrine, macchine da caffè e altri macchinari) – tutto questo a volte vendendo gli oggetti per conto di un unico grossista, a volte ogni pezzo dovevo venderlo singolarmente (o per conto di un unico grossista), a volte comprandolo prima in eBay- o Amazon-Deutschland per poi rivendendolo a voi del sud sfruttando eBay-Italia, altre volte ancora vendendole per conto di amici, di vicini di casa, o di parenti, vicini e lontani. Non ho voluto elencare le tantissime volte che sono ricascato a lavorare nella da me disprezzata gastronomia (spessissimo per un semplice e banale motivo: Acqua alla Gola 😰 ), come aiuto cuoco, cameriere o barista. Quasi mi scordavo che, per alcuni mesi, sono stato anche infermiere di notte in una casa per Anziani.

Non è poco, che ne pensate? Tutto questo per farvi capire con quale stato d’animo ho dovuto praticamente, da sempre, bilanciarmi e con il quale convivere:

  1. il desiderio di lasciare l’occupazione (sempre fatta e ben conosciuta), da una parte;
  2. la paura di iniziare qualcosa di nuovo e/o di fallire nel tentativo, dall’altra;
  3. e tra le due il desiderio di fare, finalmente, quello che era il mio vero, personale ed univoco, lavoro da sogno.

Si, ok, ma, nel caso, qual’era la mio personale, la mia univoca, occupazione, quella da ” Fare da grandi! ” ??? Qualcosina c’è l’avevo già, anzi da sempre, in mente. Fin dalla tenera età di 14 anni infatti mi era piaciuto, oltre che leggere romanzi classici, anche scrivere; e anche tanto! Partendo dai diari personali, giornalieri, fino allo scrivere piccole storie, racconti brevi, poesie e miei pensieri nel campo della Filosofia, Religione, Fisica e Psiche. Ho scritto non so quante pagine e pagine di roba, mai pubblicate (per paura, tempo inadatto e altre simili fievole scuse). Scritti che, nonostante il favore di molti che avevano avuto l’opportunità di leggere (tra i quali una famosa direttrice di una Casa Editrice (allora anche scelta di testi per gli Istituti Scolastici Italiani), la Signora Trevisini di Milano – faceva ogni anno vacanza da noi. Che donna eccezionale!), non ho mai neanche solo tentato di pubblicare, e che avevo riposto nel famoso cassetto, cassetto che aprivo solamente per aggiungere altre pagine, altri fogli, che avevo portato per iscritto in quel periodo di tempo.

Pubblicare un libro non è poi tanto semplice, soprattutto se non ci si vuole far del male (da soli e spesso anche taaanto male!). E ce ne sono tanti di avvoltoi pronti a planare sui nostri corpi in questo campo; come dappertutto nel ramo dei Procacciatori di Affari e affini vari (ci sono anche loro in questo campo, si; anche nell’Editoria di libri). E poi c’è il rischio che si paghi la pubblicazione per poi riuscire a vendere solamente poche copie (che non coprono neppure le spese), per brutta o pessima Pubblicità. Inoltre: per pubblicare qualcosa (e poi cosa? ho cosi tante carte che basterebbero per mezza enciclopedia! E mettile a posto!!!) mi serve prima di tutto Tempo (appunto: per riordinare e catalogare la piscina di fogli che tenevo chiusa in cantina) o forse, ancora meglio: scrivere un racconto nuovo, partendo da foglio bianco fino alla parola FINE. Anche lì mi serviva tempo e, per poter sopravvivere con la famiglia sulle spalle, il Tempo era meglio se lo utilizzavo lavorando per guadagnare il giusto per vivere senza problemi (inutili). E allora che fare? Beh, quello che ho sempre fatto e che ho imparato meglio meglio nella vita: l’arte di rimandare ed adattarsi! Questo fino al giorno del mio, cosiddetto, cambiamento, qualche mese fa.

Il frequentare byBiaS ha prodotto in me una specie di serie di cortocircuiti cerebrali, che mi hanno portato, alla fine (oltre tutto il resto), a prendere per Fattibile la cosa di pubblicare un mio libro – almeno di tentarci! Ed ecco che, facendo come si dice Tesoro per le cose apprese fino ad allora (nel campo dell’editoria di HTML, della grafica e della manipolazione di immagini – in più avevo già la conoscenza per usare parecchi programmi essenziali a far ciò), ho preso in affitto un posto su un Host, e mi sono a scrivere questo racconto ispirato alle vicende con byBiaS in questo nostro periodo di conoscenza.

Ed alla fine, arrivati ad ieri l’altro (o quasi), ho pubblicato il tutto sperando di riscuotere un successo tale da invogliarmi ed aiutarmi nella pubblicazione cartacea del racconto. Il resto poi, come dice la canzone di Battisti, “lo scopriremo solo vivendo“!

Ed eccoci arrivati al Qui ed Adesso 😇 !

Francesco

PS: se volete aiutare in questo mio Sogno personale, siete pregati di seguire questo Link. E CONDIVIDETE il più possibile! Grazie mille e a buon rendere 😉.